Il Procuratore della Repubblica ricopre la posizione di vertice della Procura della Repubblica e, nelle sue funzioni, incardina la figura del principale rappresentante degli interessi della collettività e dello Stato. In tale veste è titolare dell’azione penale ed esercita, sotto propria responsabilità, le funzioni attribuite dalla legge al Pubblico Ministero.

La carica di Procuratore della Repubblica
di Napoli è attualmente ricoperta dal Procuratore                     dr. Giovanni Melillo

Nella sua azione egli è supportato dai Sostituti Procuratori e dai Procuratori Aggiunti, ai quali conferisce la delega ai sensi del D.Lgs n. 106/2006. Fra questi sceglie un suo vicario che, in casi di mancanza, impedimento o posto vacante, ne esercita le funzioni. I compiti assegnati al Procuratore della Repubblica sono stabiliti dall’articolo 1, comma 1, lettera d), della legge 25 luglio 2005, n. 150 (c.d. Riforma dell’ordinamento giudiziario). In particolare al Procuratore della Repubblica è demandato il compito di:

  • stabilire i criteri generali di organizzazione dell’ufficio;
  • determinare gruppi di lavoro, eventualmente coordinati da un Procuratore Aggiunto;
  • stabilire i criteri di assegnazione dei procedimenti ai procuratori aggiunti e ai magistrati del suo ufficio;
  • stabilire le tipologie di reati per i quali i meccanismi di assegnazione del procedimento siano di natura automatica.

Per assicurare l’efficienza dell’attività dell’ufficio, inoltre, il Procuratore della Repubblica può determinare i criteri generali ai quali i magistrati addetti all’ufficio devono attenersi nell’impiego della Polizia giudiziaria, nell’uso delle risorse tecnologiche assegnate e nella utilizzazione delle risorse finanziarie delle quali l’ufficio può disporre.

In base al D.Lgs 106/2006, infine, il Procuratore deve gestire personalmente, o incaricando un magistrato dell’ufficio appositamente delegato, i rapporti con gli organi di informazione.

Al termine del primo quadriennio di incarico, il lavoro svolto dal Procuratore della Repubblica viene sottoposto a valutazione del Consiglio Superiore della Magistratura per eventuale riconferma dell’esercizio.