Il territorio di competenza della Procura è denominato Circondario. Ciascun Circondario rappresenta un’area delimitata del più ampio ambito territoriale rappresentato dai distretti di Corte d’Appello.

Il rilievo dell’attività svolta dalla Procura di Napoli emerge con evidenza se si considera il contesto all’interno del quale essa è chiamata ad operare. Il territorio del Circondario di competenza dalla Procura della Repubblica di Napoli è, infatti, caratterizzato sia da criticità socio-economiche e da fenomeni criminali diffusi e complessi, sia da un’importante infrastruttura sociale, economica, culturale, paesaggistica ed ambientale che deve essere tutelata e sostenuta per rafforzarne coesione, legalità e sviluppo.

Anche per questo motivo il Circondario della Procura di Napoli ha subito significative modifiche, in termini di estensione geografica e di popolazione, nel corso degli anni recenti. Il D.Lgs 155/2012 ha, infatti, attuato una rilevante revisione della geografia giudiziaria del territorio campano, pertanto, a partire dal 13 settembre 2013, alla costituzione del Tribunale e della Procura della Repubblica di Napoli Nord. Con il passaggio di alcuni Comuni sotto la competenza di tale Procura di Napoli Nord, la competenza della Procura della Repubblica di Napoli si è ridotta da 36 a 17 comuni.

Popolazione

A seguito del D.Lgs 155/2012 il circondario della Procura di Napoli è passato da 2.043.804 abitanti a 1.395.500 abitanti. Complessivamente la popolazione oggi servita dalla Procura di Napoli rappresenta il 44,6% della popolazione provinciale e il 23,8% della popolazione regionale. Per quanto riguarda la Direzione Distrettuale Antimafia (il cui territorio coincide con il distretto della Corte d’Appello di Napoli), la popolazione è pari a 4.766.494 abitanti, pari all’81% della popolazione regionale.

Gli stranieri residenti nel Circondario della Procura sono 57.493, pari al 4,1% della popolazione residente ed al 28,2% degli stranieri residenti in regione. Si tratta di una percentuale molto più bassa della media nazionale (che si attesta al 8,1%) che tuttavia cresce significativamente in alcuni Comuni del Circondario, ed in particolare a Capri e Forio (rispettivamente, 10,8% e 11,4% di residenti stranieri). La popolazione che vive nel circondario non si limita naturalmente ai residenti iscritti alle anagrafi comunali. Ad essi si aggiungono le presenze per lavoro o turismo nella Provincia di Napoli che, nel solo 2013, hanno superato gli 11 milioni di visitatori. Di questi, circa la metà sono stranieri (5,6 milioni).

Indicatori socio-economici

I principali indicatori socio-economici dell’area in cui opera la Procura della Repubblica di Napoli mostrano un quadro  economico e sociale ancora caratterizzato da dense criticità.
Dal punto di vista economico, nonostante qualche lieve segnale positivo, il mercato del lavoro rimane in forte sofferenza ed il reddito pro-capite delle famiglie si attesta ad un livello molto inferiore rispetto alla media nazionale.
Nel 2014 il reddito pro capite delle famiglie consumatrici campane era, infatti, pari a 12.248 euro, il 31% in meno rispetto alla media nazionale di 17.752 euro. Tra le principali aree metropolitane italiane, la provincia di Napoli è inoltre quella che presenta il più basso tasso di occupazione ed i livelli più alti di disoccupazione. Nel 2014 il rapporto percentuale tra il numero di persone occupate e popolazione complessiva nel capoluogo campano era pari al 37%, a fronte di una media nazionale del 55,7%.
Particolarmente grave è il divario tra i livelli occupazionali di uomini e donne: nel 2014 gli occupati di sesso maschile erano il doppio rispetto alle donne occupate. Il divario tra il numero di occupati uomini e di occupate donne raggiungeva infatti i 48 punti percentuali. Nello stesso anno questa differenza era pari al 43% nel Mezzogiorno ed al 28% a livello nazionale.
Parimenti elevato è il tasso di disoccupazione, dove Napoli presenta performance peggiori rispetto alla media nazionale: se infatti nel 2014 in Italia il tasso di disoccupazione era pari al 12,7%, a Napoli il dato relativo al tasso di disoccupazione nello stesso periodo si attestava al 24,6% della popolazione.
A fronte di dati occupazionali molto critici, il numero di imprese attive ha subìto una contrazione inferiore rispetto alla media italiana. Rispetto all’inizio della crisi nel 2008, quando si registravano 227.740 imprese attive, nel 2014 nella provincia di Napoli le imprese attive erano 227.310: si è assistito dunque ad una riduzione complessiva pari allo 0,2% delle imprese attive nel periodo 2008-2014.

Domanda di Giustizia

Se il contesto demografico, occupazionale e d’impresa permettono di dare conto della significatività della domanda potenziale di giustizia del territorio, la consistenza della domanda reale, invece, può essere rappresentata sinteticamente con alcuni richiami ai principali eventi che riguardano la giustizia civile e penale.
I dati statistici (ultimo dato disponibile 2013) di livello provinciale mostrano che Napoli, paragonata alle altre maggiori aree metropolitane italiane, si attesta in quarta posizione per numero di reati denunciati: complessivamente nel 2013 sono stati denunciati 136mila reati (+2,1% rispetto all’anno precedente) contro i 160mila di Torino, i 265mila di Milano ed i 276mila di Roma.
Napoli risulta invece al primo posto per numero di omicidi volontari consumati (46 totali nel 2013, di cui 25 classificati come omicidi di stampo mafioso), seguita da Roma, Milano e Torino e per numero di truffe e frodi informatiche (10.452), dato molto elevato, più alto che a Torino e Palermo complessivamente considerate.
Volumi di rilevante entità riguardano inoltre il numero di minacce e di furti, in particolar modo di autovetture (16.353). Relativamente a quest’ultima categoria, Napoli risulta seconda solamente a Roma, dove sono stati registrati 19.305 furti di autovetture nel 2013. A Napoli si è registrata nel 2013 una riduzione del numero di incidenti stradali rispetto all’anno precedente (-7,6 %) e rispetto al 2003 (-15,5).
Questi brevi cenni alla domanda reale di giustizia rendono una chiara idea della complessità del contesto entro il quale si muove la Procura di Napoli.